Devi girare una scena all’esterno di notte e hai solo una piccola lampada per illuminare il tutto? Tutto quello che devi fare è girare più clip illuminando punti diversi della scena, e usare Kdenlive per fondere tutto in un unico filmato molto luminoso
Uno dei problemi più comuni nella cinematografia è l’illuminazione. Per avere una buona fotografia servono molti fondi, e in alcuni casi questi sono improbabili anche per produzioni di medio budget. Nel mondo della cinematografia indipendente, come è ovvio, questo problema è ancora più sentito. In particolare, girare delle scene di notte è sempre molto difficile. Persino nei grandi film si è costretti a ricorrere ad alcuni stratagemmi per massimizzare la quantità di luce che entra nella cinepresa. Kubrick si autocostruì un adattatore per montare sulla propria cinepresa un obiettivo velocissimo che la Zeiss aveva prodotto esclusivamente per le missioni lunari della NASA. Oggi, buona parte dei direttori della fotografia ricorre al trucco di svuotare autobotti d’acqua nel luogo da illuminare: se ci fate caso, molte delle scene girate di notte all’aperto presentano sempre delle pozzanghere o comunque una certa umidità dell’asfalto, del cemento, e dell’acciaio. Questo perché, illuminando correttamente, l’acqua riflette la luce verso la cinepresa e si ottiene una scena molto più “luccicante” invece di una massa buia con un singolo punto illuminato. Un altro trucco consiste nel miglioramento digitale del filmato, ed è quello che possiamo fare anche noi senza spendere nulla, grazie a Kdenlive. L’idea di base nasce dalle fotografie HDR, o da quelle realizzate con le “pennellate di luce”. Chi è abituato a fotografare ambienti bui, come le grotte, gli edifici abbandonati, eccetera, sa che è abbastanza facile illuminare un grande ambiente con una sola lampada semplicemente tenendo un tempo di esposizione molto lungo e dipingendo con un fascio di luce ogni punto dell’immagine mentre l’otturatore è aperto. Un’altra versione è quella delle immagini HDR, a alta gamma dinamica. Per realizzarle basta produrre diversi scatti con differenti luminosità, di modo che ogni parte della scena sia ben illuminata, non troppo e non troppo poco. Questo secondo metodo è il più preciso, perché poi si possono fondere le foto automaticamente o manualmente scegliendo l’esposizione giusta per ogni parte dell’immagine. Ed è la stessa cosa che possiamo fare con i video: basta fissare la propria cinepresa su un treppiede, e poi realizzare diversi filmati, tutti con la stessa inquadratura ma con una illuminazione diversa. Basta tenere la propria lampada in mano e spostarsi tra una ripresa e l’altra, in modo da illuminare adeguatamente ogni parte della propria scena. Useremo poi Kdenlive per fondere tutte le clip una sopra l’altra, sommando la quantità di luce presente in ogni filmato, ottenendo una inquadratura unica in cui tutto è correttamente illuminato. Possiamo farlo grazie alla modalità di svorapposizione Screen, che somme la varie componenti luminose dei filmati senza aumentare il rumore di fondo, e grazie alla modalità Lighten. Questa sovrappone alle altre clip soltanto la parte di una clip che risulta essere più luminosa rispetto al resto. Questa modalità è utile nei dettagli, per evitare che le ombre prodotte da una luce forte si sovrappongano a quelle prodotte da luci più deboli in altre clip, cosa che produrrebbe una sfocatura dell’immagine. Come sempre, potete vedere il video d’esempio al seguente indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=1JccPPiGmnc
Illuminare con diverse esposizioni
Il vantaggio di questo metodo è che permette effettivamente la somma della luce, anche unendo diverse esposizioni. Significa che si possono usare esposizioni rapide e a basse ISO per le parti della scena che sono più vicine alla cinepresa, e quindi si vedono meglio. Invece, per lo sfondo si può tranquillamente alzare la sensibilità ISO, in modo da ottenere una maggiore illuminazione. In questo modo il rumore non si nota troppo, perché è relegato alle zone che, nella scena, si trovano in fondo, e magari sono anche un po’ fuori fuoco. L’uso di una fonte di luce diffusa aiuta a non complicarsi troppo la sovrapposizione: dei bordi troppo netti si noterebbero facilmente, mentre fondendo delle chiazze di luce diffusa l’immagine finale risulta perfettamente omogenea.
Tante luci, tante clip
Importiamo in Kdenlive una clip per ogni diversa illuminazione della scena


La prima fusione tra le luci
Uniamo le prime due clip in una unica immagine doppiamente luminosa




Ogni dettaglio al suo posto
Aggiungiamo tutte le clip necessarie per illuminare anche i dettagli




Luce al soggetto in primo piano
Per fondere il soggetto alla scena illuminata dobbiamo curare bordi e curve di luminosità



